arturo annecchino composer

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poetry 

Poi Edgar, ovvero l’attore che vestiva Edgar, alzò lo sguardo, immobile,  allungò il braccio destro davanti a sé, e rivolse l’indice in un punto in alto .. un luogo preciso …. gli sguardi si alzarono a fissare il punto …  dove c’era niente … assolutamente niente … e tutti erano    immobili, a testa in su, a fissare lo stesso punto … Edgar ancora con ndice puntato …. E piano piano si andò al buio …  Gli spettatori applaudirono convinti quella curiosa   messa in scena, con un finale così inaspettato … La mattina dopo, le signore delle pulizie, quelle che rimuovono indizi, trovarono piume … le pensarono di un indumento indossato da qualche signora non animalista …. Mentre uscivano, la Grande Statua fece loro l’occhiolino, e la piccola storia finì .. And …       


in principio sostò in  uno dei piccoli lampadari dei palchetti .. ognuno aveva il suo .. poi si posò sulla spalla dell’attore non protagonista .. svolazzò da lì, un riflettore spento lo sputò … seguì una breve passeggiata sul red carpet di platea, con piccola sosta sulla poltroncina fila H.17 … le prove vennero interrotte … bisognava allontanare il pennuto .. .divenne la parola d’ordine … tutti si allontanarono .. dal regista al primo attore, i ruoli comprimari, tecnici, assistenti, costumista scenografo .. il problema, se così si può dire, era che   nessuno lo vedeva, ne lo aveva visto .. ma tutti lo  immaginarono lì .. ne erano sicuri ..  ed ecco che gli sguardi di tutti iniziano a danzare, a disegnare acrobazie che accarezzavano tutta la       superficie del teatro  rilevata dal nostro sguardo .


Camminare avanti e indietro … provare a inviare segnali … urlava cercando di richiamare l’attenzione di qualcuno … ma …. e lo sapeva già … tutto era superfluo … un po’ ne provava quasi vergogna … un vergogna disgustosa … esoterica …  prese atto di quella dispersione energetica, mentre il frangete richiedeva di tenerla cara l’energia … ma come avrebbe passato la notte? .. e cosa avrebbe mangiato .. cercò di ricordare quello che forse era stato il suo ultimo pasto .. per un po’ si commosse … scivolò sfiorando l’autocommiserazione, poi torno nel lì … ed ora .. non sentiva fame, me se gli venisse? Non aveva freddo .. ma la notte? E l’acqua … un problema alla volta … socchiuse gli occhi in posizione facile (seduti a terra con le gambe incrociate) e stette ….                 

 K, se ancora non è chiaro, è l’anima del ponte … e quello che sta facendo sono i preparativi per quando … di lì a qualche millennio, sarebbe rovinato nell’immortalità  archeologica. A quell’appuntamento voleva presentarsi preparato …  la lunga attesa, lo nutre di conoscenza, che rilascia sussurrando. Uno spiritello?  Un Angelo? …        Sappiamo che talvolta, in quei particolari luoghi marginali … è possibile sentire qualche voce … un canto …  e sono veri.

L’anima di un luogo non lo      abbandona.

LA COMUNE STORIA DI K

K  non ricordò come e perché si venne a trovare su quel ponte … un vero ponte sospeso che non portava da   nessuna parte …. Era semplicemente un ponte … non era quello il momento di cercare di ricordarsi come mai si era venuto a trovare in quella curiosa situazione … era lì … e questo era evidente … A cosa sarebbe servita tanta pratica yogica, buddista … esoterica .. se non all’invito costante di trovarsi nel qui ed ora? … essere, K era lì (sul ponte) ed ora (sto narrando in tempo reale) … Per prima cosa contò i passi per misurarne la lunghezza … 72 passi .. 72 passi in corsa da un vuoto a un altro vuoto … Si guardò intorno … un altro ponte .. intravide poco lontano, popolato .. di vetture e     persone .. già .. gli venne da           pensare .. il ponte è sempre vissuto di passaggio …  luogo di transito per antonomasia … mi si dà un’opportunità … viverlo/vederlo

da un’altra posizione … quella    residenziale …

Piuttosto soddisfatto per quella che trovava               decisamente una acuta osservazione, si sedette, meglio, si accovacciò .. pensieri iniziarono ad intravedersi .. Ed  erano per lo più legati al “cosa fare” … e ora … niente panico si ripeteva   ….  niente panico … meditare ... meditare …. 

​Camminare avanti e indietro …


SPOSO: Ad esempio di dimenticare la parte ….

SPOSA: un vuoto, un buco di scena?    

SPOSO:  qualcosa di simile   

SPOSA:davvero singolare …  

SPOSO: cosa?     

SPOSA: pensare ad una simile possibilità …

SPOSO:   non sono poi così superficiale come pensi    

SPOSA: sei profondo come il mare … mi passi il blu?   

SPOSO: non credo che mi capisci …

SPOSA: non ci vuole poi così tanto … 

SPOSO: spocchiosa … spocchiosa e secchiona anche oggi

SPOSA: soprattutto quando dirò che ti amerò per     sempre

SPOSO:  talvolta non sono convinto di fare la cosa giusta

SPOSA: boh … e allora convinciti … che aspetti?   Babbo Natale?   Il giallo … mi passi il giallo …   

SPOSO: talvolta è come se tra di noi ci fosse una        tavolozza …

SPOSA: muro … si dice …  one wall

SPOSO: sai sempre tutto tu …   

SPOSA:quasi … quasi tutto …  (sorride e gli dà un      buffetto sulla guancia …. )   sei uno stupido ….   

SPOSO: già ...  ma non per gli altri …. 


BUIO

UN MARRIAGE

sala di attesa/camerino

(truccandosi lei, assestandosi lui) 


SPOSA : Sì   

SPOSO:  ….. Sì  

SPOSA: se soltanto tu fossi capace di …

SPOSO: se soltanto tu fossi capace di ….  

SPOSA.: da oggi, da ieri e per … 

SPOSO: … un po’ di tempo … del tempo .. sempre?   

SPOSA: io ci credo …   

SPOSO: per questo dirai Sì …   

SPOSA : Anche per questo …

SPOSO: Io non lo so ancora ... per me è naturale …

SPOSA: che io dica Sì …   

SPOSO: non volevo dire questo …. Sì … un pochino ….

SPOSA: dirò sì perché ci ho pensato a lungo   

SPOSO: quanto a lungo?   

 SPOSA: quanto basta …   

SPOSO: io non ci ho pensato   intuito puro     

SPOSA: querelle? Istinto e ragione?  

SPOSO: Sì …   

SPOSA: cosa?   

SPOSO:  scusa stavo ripassando la parte 

SPOSA: non è poi così difficile … abbiamo recitato di peggio ….

SPOSO: … ma qui, ora è diverso …. C’è l’emozione … 

SPOSA: E che scherzi ti potrebbe fare l’emozione ...

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